Abbiamo compiuto un passo importante nel perfezionamento della PhoenixMeteorStation: la scatola che racchiude i componenti principali della stazione è stata completamente rivista, diventando non solo più funzionale, ma anche più gradevole dal punto di vista estetico. Un dettaglio non da poco, perché un progetto di ricerca che cresce deve poter unire efficienza tecnica e cura realizzativa.
Il vero banco di prova, però, è arrivato con il primo test di durata, pensato per verificare la stabilità e la qualità del sistema. Utilizzando il programma Ebrow, parte del pacchetto Echoes che impieghiamo per l’analisi dei segnali, siamo riusciti a monitorare in maniera continua le ore centrali della giornata. Il grafico allegato – frutto delle osservazioni tra le 10 e le 18 UT (12-20 ora locale) – mostra chiaramente come la stazione abbia registrato il flusso degli echi meteorici, con un totale di 170 meteore rilevate in questo intervallo. Vedere comparire quelle barre, che rappresentano il tasso orario delle meteore rilevate, è stata una conferma entusiasmante del lavoro svolto.
Questo successo non è un punto d’arrivo, ma un trampolino. La prossima fase sarà quella di testare una diversa antenna: finora abbiamo utilizzato una piccola omnidirezionale, ma vogliamo spingerci oltre per incrementare la sensibilità e la direzionalità del sistema. Parallelamente stiamo lavorando alla creazione della postazione fissa nella sede dell’associazione, che renderà la stazione operativa a lungo termine e pronta a raccogliere serie temporali di dati sempre più complete.
Ogni passo ci avvicina a trasformare PhoenixMeteorStation in uno strumento di ricerca stabile, efficace e capace di contribuire in modo significativo allo studio delle meteore. E questo primo test positivo rappresenta una pietra miliare che ci incoraggia a guardare avanti con entusiasmo e determinazione.

Per vedere lo stato del progetto vai a questa pagina https://www.phoenixaps.it/phoenixmeteorstation/

Ottimo lavoro… Una base collaborativa che sia di esempio