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M1 come non l’avevamo mai vista: completato il secondo LIP di Phoenix APS

Phoenix APS aggiunge un nuovo tassello al proprio percorso di crescita scientifica e tecnica: è stato completato con successo il secondo Long Integration Project (LIP), questa volta dedicato a uno degli oggetti più iconici e complessi del cielo profondo, la Crab Nebula.

L’immagine, frutto di una lunga campagna osservativa condotta nel dicembre 2025, rappresenta un importante passo avanti per il gruppo, sia in termini di acquisizione che di elaborazione dei dati. Il progetto ha infatti raggiunto un tempo di integrazione totale di circa 60 ore effettive, ottenute dopo un’attenta selezione e scarto dei frame meno qualitativi.

Spingersi oltre il limite

Il cuore del progetto non è stato solo il risultato finale, ma il processo stesso. L’obiettivo era chiaro: portare al limite le strumentazioni disponibili e le capacità di elaborazione del team. La scelta di lavorare in banda stretta con filtri dual band ha permesso di isolare e valorizzare le strutture filamentose della nebulosa, rivelando dettagli fini e contrasti difficilmente accessibili con tecniche più tradizionali.

La Crab Nebula, resto della storica supernova osservata nel 1054, è un oggetto estremamente sfidante: ricca di strutture intricate, variazioni di luminosità e sottili filamenti immersi in un fondo complesso. Proprio queste caratteristiche la rendono un banco di prova ideale per progetti a lunga integrazione.

Due versioni, due modi di leggere l’immagine

Il risultato finale è stato presentato in due versioni complementari.
La prima è l’immagine a piena risoluzione, che restituisce l’intero campo con il massimo dettaglio raggiungibile. La seconda è un crop al 50%, pensato per enfatizzare le regioni più dense e strutturate della nebulosa, dove emergono con forza i filamenti e le dinamiche interne del resto di supernova.

Questa doppia lettura permette non solo di apprezzare l’estetica dell’oggetto, ma anche di coglierne la complessità fisica e morfologica, evidenziando quanto sia possibile estrarre da dati acquisiti con strumentazione amatoriale quando si lavora con metodo e pazienza.

Un progetto che è anche un percorso

Più che un semplice risultato, questo LIP rappresenta un vero e proprio percorso di crescita per Phoenix APS. Dalla pianificazione delle sessioni osservative alla gestione dei dati, fino alle fasi più avanzate di elaborazione, ogni passaggio ha contribuito a consolidare competenze e a sperimentare nuove soluzioni tecniche.

La soddisfazione espressa dal gruppo nasce proprio da questo: non solo aver ottenuto un’immagine di alto livello, ma aver raggiunto e in parte superato i limiti operativi attuali, aprendo la strada a progetti ancora più ambiziosi.

Il viaggio nei Long Integration Project continua. E, come dimostra questa nuova M1, ogni ora di integrazione non è solo tempo accumulato, ma conoscenza costruita, dettaglio dopo dettaglio.

Mario Sandri

Sono nato nel 1978 e abito a Novella. Ho conseguito la laurea in Astrofisica e professionalmente parlando sono un docente al Liceo Russell di Cles. Dal 2000 attività di didattica e di divulgazione nel campo dell’astronomia. Sono fondatore di Astronomia Valli del Noce, vice-coordinatore dell'Italian Amateur Radio Astronomy, responsabile della sezione Meteore dell'Unione Astrofili Italiani e uno dei tre referenti di CieloBuio per la provincia di Trento, inoltre, sono membro dell'Associazione Italiana di Fisica, di Astronomers Without Border, dell'International Meteor Organization, dell'European Association for Astronomical Education. Se volete conoscermi un po' meglio visitate il mio sito.

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