La serata dell’eclissi totale di Luna del 7 settembre 2025 non è andata come sperato. Nella nostra area il cielo è rimasto chiuso da pesanti velature e nubi alte: un tappeto di cirrostrati che ha abbattuto trasparenza e contrasto proprio nelle fasi più attese. La Luna è emersa solo a tratti, un disco smorzato appena percepibile a occhio nudo, senza la consueta progressione di toni tra il rame e il rosso cupo che rende suggestiva l’“alba lunare” in ombra. L’estinzione atmosferica, già importante a bassa altezza, è stata amplificata dalla copertura: il bordo illuminato è apparso lattiginoso, il resto del disco quasi inghiottito dal velo.
Anche la parte fotografica ne ha risentito: la velatura ha “lavato” la saturazione cromatica e compresso la dinamica. Tempi più lunghi del normale in totalità non hanno recuperato i rossi, mentre in uscita dall’ombra il lembo brillante saturava facilmente il sensore, lasciando il resto del disco sottoesposto. L’alone diffuso intorno alla Luna, prodotto dalla diffusione nelle nubi alte, ha reso difficile la messa a fuoco e ha confuso l’istogramma, imponendo continui aggiustamenti senza un risultato davvero convincente.
Un peccato doppio, perché sulla carta l’evento era favorevole: orari comodi, Luna ben posizionata e un’eclissi abbastanza profonda da promettere scenari spettacolari in gran parte d’Europa. Qui, invece, pesantissime velature hanno trasformato un’occasione da ricordare in un esercizio di pazienza, con la soddisfazione limitata a qualche fugace intravvisto e a poche immagini documentative.

